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09 mag 2006Quirinale, fumata nera al primo scrutinio

ROMA, 8 MAG - (Italia Estera) -  Fumata nera nella prima votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai rappresentanti delle regioni per eleggere il presidente della Repubblica. Nessuno ha raggiunto il quorum dei 2/3, pari a 673 voti, necessario per essere eletti.

Il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha ufficializzato i risultati dello spoglio delle schede . Nella votazione di questo pomeriggio il candidato del centrodestra, Gianni Letta, ha ottenuto 369 voti, mentre le schede bianche annunciate dal centrosinistra sono state 438. I votanti sono stati 984. Tra gli altri, Massimo D'Alema ha preso 27 voti, Franca Rame 24, Giorgio Napolitano 8, Adriano Sofri 23, Giuliano Ferrara 8; Giuliano Amato 3; Cesare Previti 3. Le disperse sono state 22, le nulle 18. Domani, alle 11.30, il Parlamento si riunirà in seduta comune per una nuova seduta, la seconda.

La seconda votazione del Parlamento in seduta comune è stata convocata per domani alle 11.30. Anche nella seduta di domani, la soglia per l'elezione è di 673 voti.

Il leader dell'Unione, Romano Prodi, lasciando il suo ufficio di piazza Santi Apostoli, ha dichiarato: ''Mi auguro davvero Nella foto Franco Marini e Fausto Bertinotti (Adnkronos)che domani si possa eleggere il presidente della Repubblica. Napolitano e' un candidato che non puo' che unire il Paese e la sua elezione sarebbe un passo in avanti in questa direzione. Ho segnali di una dialettica in corso nella Cdl, mi auguro che questo possa dare luogo a un accordo e che loro vengano sulla posizione di votare Napolitano''.

Ma in qualificati ambienti politici si osserva che, al momento, non c'è alcuna intesa politica né tra la maggioranza di centrosinistra e l'opposizione di centrodestra né all'interno dei singoli schieramenti. Pertanto, se non si raggiunge un accordo alla luce del sole tra l'Unione e la Cdl è difficile che si giunga a un voto unitario e, di conseguenza, a un presidente della Repubblica capace di garantire le condizioni per una corretta quanto necessaria dialettica maggioranza/opposizione. Né, nell'incertezza attuale, i candidati più autorevoli potrebbero accettare di dare il proprio nome a una situazione confusa come quella che si dimostra esistere allo stato delle cose.

L'Unione ha votato scheda bianca così come deciso nel vertice dei capigruppo della maggioranza con Romano Prodi nel quale è stato comunque confermato il sostegno a Napolitano che ha sottolineato: ''Oggi siamo in una fase interlocutoria''. Il Professore ha detto che l'Unione è in una fase di ''attesa'' ed ha assicurato che il centrosinistra è unito su Napolitano. Poi ha spiegato che avrebbero votato ''scheda bianca in attesa del confronto con la Cdl'' ed ha aggiunto: ''I passi si fanno uno alla volta''. Fuori dal coro Italia dei Valori che ha optato per Franca Rame e, ancora una volta, la Rosa nel Pugno che per il primo scrutinio ha scelto un candidato di bandiera, Adriano Sofri, anche se, sottolinea Daniele Capezzone, si adopereranno perché la candidatura di Napolitano ''riscuota presto il largo consenso che merita''.

''Non vi è nessuna ragione per cui non si possa votare Napolitano. Non dipende da noi: ci auguriamo che nella Cdl vi sia una riflessione utile e auspichiamo che sin da domani si possa votare Napolitano'' ha detto il segretario dei Ds, Piero Fassino. ''Noi siamo pronti a votarlo non appena vi saranno le condizioni per eleggerlo'' ha sottolineato il segretario della Quercia, ribadendo come il centrosinistra abbia avanzato una candidatura ''forte e autorevole'', una personalità di ''grande profilo istituzionale'' ha sottolineato il presidente dei Ds, Massimo D'Alema, per il quale ''Napolitano è entrato cardinale e credo uscirà Papa''.

La Cdl oggi ha votato Gianni Letta così come annunciato da Silvio Berlusconi. ''Tutta la Cdl e certamente anche la Lega voterà il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, dottor Gianni Letta'', ha dichiarato il Cavaliere prima della seduta di Montecitorio. E alla domanda se ci fosse una pregiudiziale alla candidatura di Napolitano, il leader di Forza Italia ha risposto: ''C'è il sì a Letta, non c'è il no a nessuno''. Berlusconi non si è sbilanciato per le prossime votazioni. ''Abbiamo deciso di rendere permanente questa assemblea - ha detto - decideremo voto per voto''.

An e Udc hanno confermato quanto dichiarato dal Cavaliere. ''Alla prima votiamo Letta, dopo vedremo... sperando che ci siano le condizioni per una larga maggioranza'' ha affermato il presidente di An, Gianfranco Fini. ''Il fatto che a sinistra voteranno scheda bianca - ha sottolineato Fini - significa che stiamo in una situazione di stallo''.

Analoga presa di posizione dai centristi. ''Vorremmo un presidente a larga maggioranza ma oggi non ci sono le condizioni. Per cui oggi votiamo Letta'' ha dichiarato il leader centrista Pier Ferdinando Casini, sottolineando che l'Udc auspica ''un ampio accordo che è probabile ci sia alla seconda votazione''.

Anche la Lega ha confermato il voto a Letta ''per lealtà nei confronti della Cdl - ha affermato il ministro del Welfare uscente, Roberto Maroni - tranne i due capigruppo (cioè lui e Roberto Castelli, ndr) che voteranno per Bossi''. E mette in chiaro: ''Siamo leali ma visto come ci hanno trattato in questi giorni vogliamo far capire che non siamo succubi''. Maroni ha fatto sapere che la Lega si riunirà domani alle 11 ''per capire il da farsi e attendiamo segnali. Ma come abbiamo fatto oggi decideremo autonomamente, avendo presente la lealtà nei confronti della coalizione, ma anche il fatto che il partito non è stato trattato da alleato ma da dependance''. Maroni lancia un atto d'accusa: ''Se si va avanti così mi pare che la Cdl sia destinata a una rapida e ingloriosa fine''.

Nel frattempo, dopo aver lasciato Montecitorio, Berlusconi ha riunito a Palazzo Chigi i leader della Cdl per fare il punto della situazione sul Quirinale. Al vertice presenti Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Lorenzo Cesa. In rappresentanza della Lega l'ex ministro delle Riforme, Roberto Calderoli.
"Vorremo sapere da Berlusconi se la Cdl esiste ancora. L'impressione di molti parlamentari della Lega e' che stia per franare". Lo dice il capogruppo del carroccio a Montecitorio, Roberto Maroni, ai microfoni di SkyTG24.
Riferendosi alla scelta del centrosinistra di avanzare la candidatura di Giorgio Napolitano, Maroni sostiene con una battuta che "non esistono piu' i comunisti di una volta...Abbandonare un candidato come D'Alema mi é sembrato poco riconoscente nei confronti di una persona che nel bene male ha fatto molto per la sinistra".
"Prendiamo atto che é cambiato il loro candidato - ha aggiunto - ma noi continueremo a votare quello della Cdl, anche se - provoca il neocapogruppo della Lega - vorremo sapere da Berlusconi se la Cdl esiste ancora. L'impressione di molti parlamentari della Lega é che stia per franare".

E il capogruppo a Montecitorio dell'Udeur, Mauro Fabris, ha annunciato in caso di mancato accordo tra i due schieramenti sul nome di Napolitano e se l'Unione continuasse a votare scheda bianca, domani l'Udeur voterà il professor Giuseppe De Rita.



 
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