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10 lug 2002Zoratto protesta per i contributi ai quotidiani teletrasmessi - Gli risponde

ROMA - Bruno Zoratto il Presidente della Commissione Informazione e Comunicazione del Consiglio Generale degli Italiani nel Mondo in un suo comunicato si legge testualmente:"Con infinito stupore ho appreso che i contributi (ex art. 3, comma 2 – legge 250/90) elargiti a solo due testate dal 1997 al 2001 per i quotidiani teletrasmessi all’estero superano nientepopodimeno che la somma di 29 miliardi di lire!"
Al "Corriere Canadese", quotidiano di Toronto (Canada) dal 1997 al 2001 sono giunti quasi 17 miliardi (per l’esattezza: 16.940.417.355); ad "America Oggi", di New York, è giunta la "modica" somma di oltre 12 miliardi di lire (12.099.214.351) !
Mentre alle 160 testate periodiche che si pubblicano all’estero vengono annualmente elargiti complessivamente solo 2 miliardi, e alle testate radiofoniche ed audiovisive che operano all’estero, nulla di nulla!
Questa è una vergogna! Questo è un autentico scandalo che non può lasciare indifferenti né il Governo, né il Parlamento, né il CGIE, ha dichiarato Bruno Zoratto, Presidente della Commissione "Informazione e Comunicazione" del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.
"Il fatto è politicamente insostenibile perché il CGIE non è mai stato né informato né coinvolto con richiesta di pareri, come la legge istitutiva prevede e prescrive nel delineare gli indirizzi degli interventi Italiani all’estero, compreso quello dell’informazione".
Zoratto continua dichiarando che tutto ciò è ancora più grave se si considera che i progetti dei giornali teletrasmessi oltremare (vedi Australia, Argentina e Venezuela) si trovano attualmente in profonda crisi o davanti alla chiusura.
"Ma un intervento dello Stato così massiccio (quasi 30 miliardi di Lire)(dal 1997 al 2001 ndr) non doveva forse essere realizzato ascoltando anche il parere del CGIE, che in base alla legge istitutiva (ripetiamolo) è chiamato a delineare gli indirizzi e quindi gli interventi per l’informazione italiana nel mondo?
Con "l’esercizio del voto all’estero" la questione della informazione italiana nel mondo è diventata fatto prioritario che non può essere più gestito da qualcuno in qualche meandro oscuro del Palazzo romano".
"La trasparenza – afferma Zoratto – è un fatto necessario, indispensabile, come obbligatorio deve essere il confronto con il CGIE, la cui legge istitutiva, all’articolo 3 impone di esprimere parere vincolante su tutti i settori dell’informazione che si rivolgono all’estero per i nostri connazionali. Chi non rispetta questo postulato è fuori della legge".
A Bruno Zoratto ha risposto il collega Andrea Mantineo direttore responsabile di America Oggi e presidente del Gruppo Editoriale Oggi:
Westwood, NJ, 9 luglio 2002
Caro Zoratto,
la nota di Oltre Confine inviata alla Segreteria Generale del CTIM-Roma e giunta in copia anche all’indirizzo di posta elettronica di America Oggi è piena di inesattezze, almeno per quanto riguarda il nostro giornale, e merita quindi una risposta.
America Oggi non è un “giornale teletrasmesso” ma un quotidiano in lingua italiana interamente redatto e stampato nel New Jersey dal Gruppo Editoriale Oggi, Inc., una società editrice fondata (incorporated) nel 1988 secondo le leggi dello Stato del New Jersey e il cui capitale azionario è diviso in quote uguali del 5 per cento tra i venti soci fondatori - giornalisti, tipografi e amministrativi - a loro volta dipendenti del giornale. L’organico attuale del giornale è di oltre 40 persone. Se si considera anche il personale del centro stampa e del reparto spedizioni, tale numero supera le sessanta unità. Nell’ultimo anno fiscale, il 2001, il bilancio complessivo di gestione del giornale e del centro stampa ha superato i 10 milioni di dollari.
America Oggi viene pubblicato 7 giorni la settimana e ha una foliazione di 32-40 pagine nei giorni feriali e di 56-60 pagine la domenica. Esso si trova in edicola in tutti gli Stati del Nordest dell’Unione, in alcuni altri grandi centri dell’Ovest, e ha abbonati su tutto il territorio americano. Come unico quotidiano in lingua italiana in America esso svolge quindi un ruolo vitale per l’informazione e il mantenimento della lingua e della cultura italiane.
Per quanto riguarda i contributi governativi, fino al 1996 America Oggi rientrava tra le testate italiane all’estero per le quali, in base alla legge 250/90, vengono stanziati i due miliardi di lire annui.
Nel 1996 la legge venne modificata ed i quotidiani in lingua italiana stampati all’estero vennero equiparati ai quotidiani stampati in Italia per le minoranze linguistiche (tedesca, slovena, ecc.).
In base a questa nuova legge, che prevede l’obbligo della presentazione di bilanci certificati secondo le norme Consob e della completa documentazione dei costi sostenuti dall’azienda - stipendi e versamenti previdenziali e assistenziali per il personale, stampa, trasporto e distribuzione delle copie, abbonamento alle agenzie di stampa italiane e americane, canoni per le linee telefoniche e trasmissione dati, tasse statali e federali, ecc - dal 1997 America Oggi ha visto aumentare le provvidenze governative. Considerando i bilanci annui, esse costituiscono una quota inferiore al 15 percento delle entrate del giornale.
Questi fondi aggiuntivi - in ottemperanza alle norme imposte dalla legge - sono stati utilizzati e saranno utilizzati in futuro per il potenziamento dell’organico redazionale, l’abbonamento alle agenzie di informazione e telefotografiche, l’ammodernamento dei sistemi di ricezione, fotocomposizione, impaginazione e stampa, l’aumento della foliazione e l’uso della quadricromia.
Tutto ciò per offrire ogni giorno ai lettori un giornale sempre più completo nel notiziario e nei servizi e, soprattutto, credibile perché libero da condizionamenti politici ed economici.
Dal dicembre 1998, in base a un accordo che riguarda esclusivamente la distribuzione congiunta dei due giornali, i lettori trovano inserita all’interno di America Oggi - senza aumento di prezzo - l’edizione internazionale de “la Repubblica”. Questa sì “teletrasmessa” e stampata a totale loro carico.
Questo è quanto, nella più completa trasparenza, mi premeva precisare.
Cordialmente, Andrea Mantineo




 
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