ROMA, 22 GENN 2011 (Italia Estera) - Il presidente di Fininvest e Mondadori, Marina Berlusconi, commenta così le affermazioni fatte oggi a Genova dall'autore di Gomorra che ha dedicato la sua laurea honoris causa ai pm Bocassini, Sangermano e Forno titolari dell'inchiesta sul caso Ruby, che stanno vivendo momenti difficili solo per aver fatto il loro 'mestiere di giustizia'".
"Il 'mestiere di giustizia', come lo chiama Saviano, e coloro che sono chiamati ad esercitarlo non dovrebbero avere nulla a che vedere con la persecuzione personale e il fondamentalismo politico che questa vicenda mette invece tristemente, e con spudorata evidenza, sotto gli occhi di tutti".
I tre magistrati sono i titolari dell'inchiesta sul 'caso Ruby' che coinvolge il presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. "Mi fa letteralmente orrore - spiega in un comunicato la manager Marina, figlia del premier - che una persona come Roberto Saviano, che ha sempre dichiarato di voler dedicare ogni sua energia alla battaglia per il rispetto della libertà, della dignità delle persone e della legalità, sia arrivata a calpestare e di conseguenza a rinnegare tutto quello per cui ha sempre proclamato di battersi".
Lo scrittore napoletano oggi è stato insignito della laurea honoris causa in giurisprudenza all'ateneo di Genova.
La replica di Saviano - «orrore mi fa chi sta colpevolmente e coscientemente delegittimando coloro che in questi anni hanno contrastato più di ogni altro le mafie» - fanno presagire un imminente divorzio che metterebbe la parola fine alla difficile convivenza tra Saviano e la sua casa editrice
La querelle sta provocando un serpeggiante disagio, tra gli autori Mondadori, che s’interrogano su un intervento pubblico ai limiti della censura, da parte del presidente di una grande casa editrice - nonché figlia di un premier - nei confronti di un «suo» autore. Non è la prima volta, comunque, che Saviano entra in polemica con Berlusconi padre e figlia. Era già successo in occasione della sortita del presidente del Consiglio sul presunto effetto negativo che avrebbero per l’immagine dell'Italia fiction come La piovra e libri come Gomorra.
Stefano Zecchi, saggista e narratore della scuderia di Mondadori, - interrogato sulla vicenda - ricorre alla storia romana, ma per una riflessione di tutt’altro genere: «Saviano è un interprete fedele dell’imperatore Vespasiano - dice - nel senso della sua massima “pecunia non olet”. La coerenza vorrebbe che rifiutasse i soldi che riceve dalla casa editrice con cui polemizza e che gli ha piazzato due milioni di copie. E invece preferisce fare dediche pretestuose, com’è del resto nel suo cliché, nel suo modo di essere. Perché invece non lascia la Mondadori?». Ed è proprio quello che succederà, forse, dopo l’ennesimo scontro con il presidente della casa editrice. «Sì, ma perché sarà la Mondadori a non pubblicarlo più», precisa Zecchi. Chi lascerà chi? Probabilmente lo sapremo molto presto. Forse proprio dal cda di oggi della casa editrice di Segrate
Roberto Saviano cambia casacca. E va con Feltrinelli. Il divorzio, per ora, si consuma. Per il prossimo libro, in uscita il 2 marzo: raccoglierà i monologhi - rivisti e arricchiti - di «Vieni via con me», il fulcro del programma cult allestito con Fabio Fazio.
Il battibecco con Marina Berlusconi, presidente della Mondadori, ha dunque prodotto i suoi frutti e, forse, è quello che voleva Saviano.
Il battibecco continua. La Mondadori non ci sta a perdere l’autore di "Gomorra" e annuncia la pubblicazione per Einaudi delle lezioni alla Normale di Pisa.
Aggiornato al 25 gennaio 2011