Proposta di legge Fedi: si chiede al Senato di approvarla così come licenziata dalla Camera con il parere favorevole del Governo
ROMA, 7 feb 2011 (Italia Estera) - Si è riunita a Roma, nell’ambito dell’Assemblea nazionale del Partito Democratico, la III Assemblea dei 44 delegati della Circoscrizione estero.
Ai lavori hanno partecipato i delegati di tutte e quattro le ripartizioni elettorali.
Dopo l’introduzione ai lavori della presidente Beatrice Biagini e la relazione del responsabile nazionale Eugenio Marino, i delegati hanno discusso dell’organizzazione delle giornate di celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia all’estero che il Pd sta promuovendo in tutto il mondo per operare una riflessione sul ruolo storico dell’emigrazione italiana vecchia e nuova e sul rapporto tra Italia e italiani nel mondo in un contesto sovranazionale, internazionalizzato e globale quale quello attuale.
L’Assemblea ha anche discusso della ristrutturazione consolare operata dal Governo e ha valutato l’opportunità di organizzare, insieme alle forze sociali e alla società civile all’estero, una mobilitazione popolare e simbolica di protesta, proponendola a marzo in Belgio.
Infine l’Assemblea ha discusso della proposta di legge Fedi S. 1843 (Modifiche al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di diritti e prerogative sindacali di particolari categorie di personale del Ministero degli affari esteri ), già votata in maniera bipartisan dalla Camera e che sta concludendo in queste settimane il suo iter anche al Senato.
A questo proposito l’Assemblea ha votato all’unanimità e inviato ai senatori del Pd in Commissione affari esteri un ordine del giorno con il quale chiede che la proposta di legge Fedi sia approvata così come è stata approvata alla Camera con il parere favorevole del Governo.
“Va portato alla sua logica e positiva conclusione – si legge nell’Odg- il disegno di legge sulla rappresentanza sindacale dei lavoratori italiani a contratto all'estero, in discussione in questi giorni alla Commissione Affari esteri del Senato. Le obiezioni sollevate in questi giorni da alcuni soggetti, rappresentano motivazioni insostenibili alle quali il Senato non può piegare la sua sovranità, che si deve esprimere nella approvazione del disegno di legge, già approvato dalla Camera dei Deputati, in maniera unitaria e con il parere favorevole del Governo”.
------------
Uno scandalo che si ripete?
L'approvazione del testo della legge per assumere finalmente questi contrattisti, che meritano rispetto da parte di tutti, mentre é passata alla Camera col voto bipartisan, é stata rinviata inspiegabilmente nell'aula del Senato, ma la si riproporrà nei prossimi giorni.
La lobby del Ministero degli affari esteri ha colpito anche questa volta? Il senatore Micheloni dice di no.
A seguito di continue pressioni sindacali di CGIL - CISL - UIL Esteri e SICIS MAE, a parole in prima linea contro la precarizzazione del lavoro, ma di fatto contrarie all'assunzione dei contrattisti colpevoli di occupare posti ambiti dai loro iscritti (perchè deve essere distaccato da Roma l'impiegato che deve guadagnare una lauta trasferta al posto di un contattista che guadagna uno stipendio onesto in base alle leggi locali, n.d.r.) alla fine del 2004 i contratti non sono stati rinnovati, per cui 384 persone, quasi tutte di cittadinanza italiana e perfettamente bilingui, hanno perso il loro lavoro, nonostante avessero maturato il diritto alla proroga dei contratti a tempo indeterminato.
Ci auguriamo che questo scandalo finisca!
gmp