ROMA 23 feb 2011 - (Italia Estera) - L'Unione Europea ha messo a disposizione il coordinamento fra gli Stati membri per «l'evacuazione dei circa 10 mila cittadini europei» presenti in Libia. Il portavoce della Commissione Europea, Olivier Bailly, ha detto che saranno attivate anche le procedure per l'evacuazione «in particolare via mare».
È in corso l'evacuazione via mare di un centinaio di cittadini americani da Tripoli. L'evacuazione viene effettuata dal Dipartimento di Stato americano, che ha noleggiato due grandi catamarani maltesi per arrivare in Libia, dopo che i permessi di atterraggio per aerei civili o militari statunitensi sono stati negati. Il Dipartimento di Stato aveva avvisato tutti i cittadini americani sul territorio libico di presentarsi al porto di Al-Shahab tra le 9 e le 10 di stamane. Nel braccio di mare tra Malta e Libia da stamane si trovano unità navali statunitensi che fanno scorta armata per i catamarani.
Sono numerosi gli asiatici in Libia che attendono di essere evacuati. Le stime ufficiali parlano di oltre 100.000 persone, anche se la stampa dei diversi paesi raddoppia, se non triplica, le stime ufficiali. I primi a lasciare sono stati i cinesi: 43 sono già in volo verso Pechino dopo essere stati portati in Egitto; 40 partiranno stasera. Il governo cinese ha mobilitato aerei militari e dell'Air China, oltre che navi militari e della Cosco, la più grande società armatoriale cinese. Oltre 30.000, secondo il governo, i cinesi in Libia. Sono 30.000 anche i filippini. L'unico C-130 di Manila è stato messo in stand-by dal governo filippino.
Anche l'India si è mobilitata. Le stime ufficiali parlano di 18.000 indiani in Libia, uno dei quali è anche rimasto vittima degli scontri. Il governo indiano sta studiando i diversi sistemi di evacuazione. Al momento l'ipotesi più accreditata è quella di evacuare gli indiani dalla Libia verso l'Egitto via mare e da qui in India via aereo. La preoccupazione indiana è anche per il Bahrein, dove ci sono 350.000 indiani e in Yemen, dove gli indiani sono 14.000.
Anche Seul sta organizzando trasporti per portare a casa i 1400 lavoratori impiegati in Libia, alcuni dei quali sono stati oggetti di quattro attacchi ad altrettante fabbriche sud coreane da parte di rivoltosi libici.
È quasi un giallo sul numero dei cittadini del Bangladesh in Libia. Secondo Mijarul Quayes, sottosegretario agli esteri, in Libia ci sarebbero 50.000 bengalesi, mentre altre fonti parlano di oltre 94.000 persone. Anche dal governo di Colombo chiesto aiuto alle organizzazioni internazionali per il rimpatrio degli almeno 1200 lavoratori singalesi, mentre il governo thailandese sta pensando di utilizzare navi verso Malta per evacuare i 23.000 suoi cittadini in Libia. Allo studio anche l'evacuazione di 3000 nepalesi, quasi 200 malaysiani e 900 indonesiani.