Fondato nel 2000 Direttore Responsabile Giuseppe Maria Pisani                  
HomeArgomentiArchivioNewsletter gratuitaChi siamoI nostri serviziContattiSegnala il sito
 
Cerca nel sito
»www.ItaliaEstera.tv
»Paolo Gentiloni é il Ministro degli Esteri italiano
»Emigrazione: Note storiche per non dimenticare - Quanti sono gli italiani all'estero?
»Direzione Generale per gli Italiani all'Estero
»Rappresentanze Diplomatiche - in aggiornamento
»AIRE Anagrafe degli Italiani all'Estero
»Servizi Consolari per gli italiani all'estero
»Autocertificazione
»Patronati italiani all'estero
»Cittadinanza Italiana all'Estero
»Il voto degli italiani all’estero
»COMITES
»CGIE Consiglio Generale degli Italiani all'Estero
»Assessorati Regionali con Delega all'Emigrazione e all'Immigrazione
»IL PASSAPORTO ELETTRONICO
»Viaggi Usa, comunicare i dati in anticipo - Registrazione anche da turisti italiani
»STAMPA ITALIANA ALL'ESTERO: quanta, dove, quanti fondi, chi li prende
»LA CONVENZIONE ITALIA-STATI UNITI PER EVITARE LE DOPPIE IMPOSIZIONI FISCALI
»La convenzione Italia-Canada per evitare le doppie imposizioni fiscali
»Ascolta la radio di New York: ICN
RomaneapoliS
www.romaneapolis.tv


Il voto degli Italiani all'Estero

Elezioni Politiche 2008

Elezioni Politiche 2006


Infocity
Messaggero di sant'Antonio
Italiani d'Argentina
  
30 mar 2011Controffensiva di Gheddafi mentre gli Alleati si dividono sulla strategia /di Alfonso Maffettone

di Alfonso Maffettone
ROMA, 30 MAR, (Italia Estera) – Diplomazia internazionale e combattimenti sul campo in Libia: su entrambi sembra emergere Muammar Gheddafi che ha lanciato le forze lealiste in una forte controffensiva contro i ribelli che hanno dovuto cedere le città petrolifere di Ras Lanuf e Brega conquistate una settimana fa.  Favorito dalla pausa dei bombardamenti alleati, il  dittatore ha recuperato il controllo su un territorio di 200 km  cogliendo di sorpresa  la coalizione internazionale dopo  la costituzione del gruppo di contatto a Londra. Gli ultimi eventi hanno diviso gli Alleati che non sanno quali  pressioni  esercitare su  Gheddafi  per indurlo all’esilio. Armare  gli insorti come vorrebbero Usa e Francia o  dare più supporto ai corridoi umanitari?.
L’Uganda e altri paesi africani si sono fatti avanti per ospitare Gheddafi in esilio  ma in questo momento sarebbe per lui una via di uscita umiliante  sulla quale peserebbe  sempre un mandato di cattura  della Corte penale internazionale. Il colonnello  si ritiene sulla cresta dell’onda  perché i  ribelli sono  rimasti privi  dell’appoggio delle incursioni aeree occidentali per il passaggio alla Nato della no fly zone sulla Libia. Le forze governative hanno messo in fuga gli insorti che  si sono dimostrati deboli  e male armati. Eppure esiste il sospetto che sotto le ceneri della ritirata covi il fuoco dei terroristi.  A Washington l’ ammiraglio James Stavridis , comandante della Nato in Europa,  ha avvertito gli Usa e gli occidentali  che ci sono  legami ed infiltrazioni fra l’opposizione libica ed Al Queda,  connessioni, riferisce il Washington Post, di lunga durata confermate da un ex analista della Cia, Bruce Riedel.
 Le rivelazioni hanno indotto gli osservatori  ad essere molto cauti  sulla fiducia da dare ai capi della rivolta provenienti da una società tribale e clanista .  A Londra il segretario di stato Hillary Clinton si è incontrato con Mahumud Jibril,  esponente del Consiglio di transizione libico ed  ex uomo del regime con laurea in scienze politiche ad  una università americana ma Il Washington post sostiene che, fra i candidati alla leadership libica ,  ci sarebbe   anche Abdel-Hakim al-Hasidi, un guerriero islamista ed ex  combattente in Afghanistan contro l’invasione straniera.
Insomma è ancora tutta da scoprire la  dirigenza della controparte avversaria di Gheddafi del quale si sa tutto il male possibile ma anche le relazioni di amicizia e di affari avute con l’Occidente. Contro di lui  la Francia vuole armare i ribelli e gli Stati Uniti non sono contrari. "La risoluzione Onu - ha detto il segretario di Stato Hillary Clinton - permetterebbe di farlo". 
L’ipotesi non trova consenziente l’Italia. Il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari,  l'ha definita "una misura controversa, estrema, che certamente dividerebbe la comunità internazionale; usiamo piuttosto gli strumenti a disposizione, la 'no-fly zone' e i corridoi umanitari per risolvere la situazione sul terreno", ha detto Massari.
 Il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov  si è  schierato contro l’ ipotesi franco-americana.  “Il segretario generale della Nato Rasmussen ha dichiarato che l'operazione in Libia si svolge per proteggere la popolazione e non per armarla e noi su questo siamo pienamente d'accordo con il segretario della Nato'', ha dichiarato il capo della diplomazia russa.
 In Cina  il presidente  Hu Jintao ha espresso riserve sui bombardamenti condotti dalla coalizione occidentale in Libia. Incontrando il presidente francese Nicolas Sarkozy, in visita a Pechino,  Hu ha ammonito che " le azioni militari  se colpiscono popolazioni innocenti e provocano gravi crisi umanitarie, violano il mandato originale del Consiglio di sicurezza dell' Onu” .  "La storia ha dimostrato che l' uso della forza non risolve i problemi, anzi non fa che complicarli", ha aggiunto Il presidente cinese ricordando  che "sono il dialogo e gli altri mezzi pacifici a fornire la risoluzione ultima dei problemi".
Alfonso Maffettone/Italia Estera



 
Opzioni


Stampa  Stampa

Invia ad un Amico  Invia ad un Amico


Copyright © Italia Estera 2001- 2014. Tutti i diritti riservati