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21 nov 2005SUL TEMA DELLE CANDIDATURE ++di Franco Santellocco++

ALGERI, 21 NOV. - (Italia Estera) - Noto alcuni rilievi di Franco Fatiga relativamente ad una mia precedente riflessione sulle candidature : un augurio ed una speranza accompagna questa mia ulteriore annotazione.
L’augurio è che questo dibattito più che convincere possa servire a coinvolgere e fornire spunti di riflessione ai futuri elettori, la speranza è che il tono pacato e sereno mantenuto da Fatiga, di cui è nota la passione politica, pur nella chiarezza e durezza della risposta, diventi una regola, poiché le idee devono essere dibattute, non urlate, sostenute da ragioni e non da insulti.
Entrando nel merito della replica piace citare proprio la conclusione cui perviene l’amico Fatiga:
“E’ anche vero che una forza politica attenta, nell’affrontare la questione delle candidature , debba tenere in seria considerazione le eventuali indicazioni da parte del mondo associativo.”
In tempi non certamente sospetti, nello scorso mese di febbraio, scrivevamo, pensando alle iniziative che avrebbe dovuto intraprendere la parte politica cui ci sentiamo vicini:
“E’ ormai tempo di reagire e di ideare un percorso che consenta di dare voce ai riformisti moderati presenti nel mondo della emigrazione, iniziando col creare un’area di aggregazione di pensiero e di comportamenti.
Tale iniziativa deve necessariamente avere origine in Madrepatria affinché sia aderente alla realtà politica in cui si muovono gli opposti interessi.
Tuttavia non appena creata la base cosiddetta "ideologica" su cui confrontarsi, la Madrepatria deve trovare la forza di fare un passo indietro e restituire l’iniziativa al mondo della emigrazione ed agli esponenti delle collettività che vorranno mettersi in gioco
L'obiettivo è quello di portare in Parlamento un folto gruppo di riformatori moderati, capace di ispirarsi alle migliori esperienze legislative dei Paesi di residenza e di portare nelle nostre aule parlamentari una ventata di idee nuove, desideroso di esprimere le aspettative delle comunità all'estero, individuate in una lunga esperienza di vita nei Paesi di residenza e non nelle chiuse stanze delle segreterie dei partiti metropolitani.
E' un obiettivo ambizioso che richiede organizzazione unitaria, attitudine al confronto ed alla mediazione, risorse, entusiasmo, capacità di mobilitazione.”
Sembra che attraverso percorsi diversi si giunga così ad una sintesi comune: nessuno pensa che siano possibili candidature di soggetti politicamente “vergini”, ma che sia invece opportuno che essi provengano, dopo aver manifestato una chiara indicazione di appartenenza ad un’area di riferimento politico, dal mondo di quell’associazionismo che per decenni ha sostenuto e accompagnato il cammino delle comunità più che dall’ambiente dei partiti, che solo in tempi relativamente ravvicinati si sono proposti all’attenzione.
Un rammarico ci accompagna : osservare cioè che i partiti dell’Unione stanno seguendo proprio il percorso che avevamo indicato circa un anno fa; una speranza ci sostiene, che la forza delle idee e della concreta capacità di attuare le riforme promesse consenta di recuperare il molto tempo perduto .



 
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