Fondato nel 2000 Direttore Responsabile Giuseppe Maria Pisani                  
HomeArgomentiArchivioNewsletter gratuitaChi siamoI nostri serviziContattiSegnala il sito
 
Cerca nel sito
»www.ItaliaEstera.tv
»Paolo Gentiloni é il Ministro degli Esteri italiano
»Emigrazione: Note storiche per non dimenticare - Quanti sono gli italiani all'estero?
»Direzione Generale per gli Italiani all'Estero
»Rappresentanze Diplomatiche - in aggiornamento
»AIRE Anagrafe degli Italiani all'Estero
»Servizi Consolari per gli italiani all'estero
»Autocertificazione
»Patronati italiani all'estero
»Cittadinanza Italiana all'Estero
»Il voto degli italiani all’estero
»COMITES
»CGIE Consiglio Generale degli Italiani all'Estero
»Assessorati Regionali con Delega all'Emigrazione e all'Immigrazione
»IL PASSAPORTO ELETTRONICO
»Viaggi Usa, comunicare i dati in anticipo - Registrazione anche da turisti italiani
»STAMPA ITALIANA ALL'ESTERO: quanta, dove, quanti fondi, chi li prende
»LA CONVENZIONE ITALIA-STATI UNITI PER EVITARE LE DOPPIE IMPOSIZIONI FISCALI
»La convenzione Italia-Canada per evitare le doppie imposizioni fiscali
»Ascolta la radio di New York: ICN
RomaneapoliS
www.romaneapolis.tv


Il voto degli Italiani all'Estero

Elezioni Politiche 2008

Elezioni Politiche 2006


Infocity
Messaggero di sant'Antonio
Italiani d'Argentina
  
01 nov 2005BILANCIO DI PASSIONE

La questione delle risorse finanziarie a disposizione dell'Unione, per assolvere ai suoi compiti, è dirimente. È arrivato il momento di affrontare con coraggio questo tema che si trascina da anni
Il parlamentare europeo Gianni PITTELLA (che è anche il responsabile degli Italiani nel Mondo per i Ds) è il  relatore generale del Bilancio UE 2006. Ecco il suo commento raccolto in queste note
STRABURGO - (Italia Estera) - Cos'è un Bilancio, anche per l'Europa? Un freddo esercizio contabile o un preminente documento politico? Le scelte che compiono il Parlamento e le altre istituzioni europee rappresentano davvero una priorità per i nostri cittadini e spetta proprio a loro finanziarle o sarebbe più giusto e funzionale, finanziarle attraverso i bilanci nazionali e regionali? Nel momento in cui si vota, in prima lettura, il documento contabile per il 2006, queste domande rappresentano il punto nodale di un dibattito che deve uscire dalle secche del tecnicismo, perchè è propriamente politico.
Se l'Unione europea deve svolgere talune azioni e non altre, finanziare talune priorità piuttosto che altre, non è tema che può stare sotto traccia, alimentando una stantia e vacua dialettica tra rigoristi e lassisti. È tema centrale dell'agenda politica europea, e sarebbe bene che anche ai massimi vertici dell'UE il tema trovasse presto una piena ospitalità. Come, infatti, si potrebbe scrivere l'agenda sociale dell'Unione senza raccordarla alle scelte di bilancio annuale e pluriennale?
 
La questione delle risorse finanziarie a disposizione dell'Unione, per assolvere ai suoi compiti, è dirimente. È arrivato il momento di affrontare con coraggio questo tema che si trascina da anni. Il cuore del problema è: ci sono ambizioni e doveri a cui è chiamata l'Unione Europea? Ci sono responsabilità che chiamano in causa il livello sovranazionale? C'è un valore aggiunto europeo rispetto alla spesa pubblica nazionale? Quali sono queste politiche e questi programmi e qual'è il loro peso  nel Bilancio dell'Unione? La politica di coesione è necessaria? Chi deve farla? Tale politica va fatta a livello europeo perché è solo a questo livello che essa può essere efficace sotto il profilo dei costi, della razionalizzazione e dell' uniformità delle procedure, della condivisione delle risorse, della programmazione degli obiettivi, dello scambio delle buone pratiche.
 
Ancora: la Ricerca è necessaria? Chi deve farla? Deve esserci un impegno diretto a livello europeo? L’Unione europea forma, in proporzione, più laureati nelle discipline scientifiche e in ingegneria rispetto agli Stati Uniti, ma molti di essi decidono di emigrare o intraprendono carriere di tipo diverso, per le agevolazioni offerte altrove o a causa della carenza di strutture e vere opportunità professionali. Eppure, nel 2001 l'UE ha speso l’1,9% del suo PIL per la ricerca, mentre il Giappone vi ha destinato il 3,1% e gli Stati Uniti il 2,8%. Si può pensare, dunque, di negare a  tale strumento le adeguate risorse? L'istruzione, la formazione, la cultura, le politiche giovanili sono settori d'intervento importanti che il bilancio UE ha considerato ancora con maggiore impegno. Ed è, questo, un aspetto da non dimenticare.
 
In questi anni si è assistito ad una situazione paradossale. Da più parti si è chiesto all'Unione Europea di svolgere in modo più unitario e pronunciato il suo ruolo nel mondo, e poi gli Stati membri hanno preteso che sulla politica estera si mantenesse il potere di veto e un ammontare finanziario del tutto inadeguato. Come potrà mai assolvere l'Europa ai compiti che le vengono richiesti?  Questa macroscopica e insopportabile forbice, tra mezzi risicati a disposizione e obiettivi di portata storica prefissati, è semplicemente assurda. L'Europa come un principe senza scettro.
È così difficile comprendere che in gioco non c'è una somma di bizzarre rivendicazioni corporative, ma più semplicemente e drammaticamente il futuro dell'Europa, delle nostre istituzioni, del rapporto fiduciario tra noi e i nostri concittadini, rapporto profondamente usurato ma ancora recuperabile e rilanciabile.
Questo è un bilancio ponte verso la nuova fase di programmazione. Esso interviene in una fase terribile della vita e della storia dell' UE. Non può sfuggire che vi sono sfide che nessuno da solo può combattere. E queste sfide, dalla coesione alla competitività, alle azioni esterne, l'Unione può accettarle solo con mezzi finanziari adeguati. I nuovi scenari del pianeta, ancora non prevedibili quando nel 1999 furono decise le attuali Prospettive finanziarie e gli attuali limiti di spesa, ci propongono interrogativi urgenti ed imperiosi. E non è carino che si faccia la corsa a promettere e ad assicurare risposte copiose, come per l'influenza aviaria, il terremoto del Pakistan, la striscia di Gaza, l'Iraq o gli obiettivi del Millennio, e poi, quando si tratta di mettere mano al portafoglio, i medesimi attori, Ministri e Capi di Governo, vengono colpiti da paralisi totale degli arti superiori.
 
La stragrande maggioranza degli europei vuole che l'Europa rappresenti i propri interessi nel futuro ordine economico e sociale mondiale, vuole che  l'Europa parli al mondo con una voce sola, vuole che  si insista nella lotta al terrorismo, alla criminalità organizzata, alla tratta degli esseri umani, vuole  che si  abbia una marcia  in più  per  potenziare la  crescita, la competitività e la  coesione. Ben pochi chiedono meno Europa. Bisogna dare ai cittadini europei un segnale  di fiducia.
 
 
      LE IMPLICAZIONI PER L'ITALIA
Nota a cura di Gianni PITTELLA, relatore generale del Bilancio UE 2006 

 
Giovedì 27 ottobre p.v. la plenaria di Strasburgo é stata chiamata a votare in prima lettura il Progetto di bilancio generale dell'UE per il 2006. La prima lettura in Commissione Bilanci è stata contraddistinta dall'analisi e voto di oltre 900 emendamenti.
Alcune delle decisioni emerse dal voto hanno implicazioni per il nostro Paese.
La partita è, comunque, ancora tutta da giocare. Una volta approvata la prima lettura in plenaria, inizierà il negoziato con il Consiglio e se si raggiungerà l'intesa, si passerà al voto di seconda lettura del Parlamento nel corso della plenaria di dicembre.
 
 
 FONDI A RISCHIO PER LE REGIONI ITALIANE: Il Progetto Preliminare di Bilancio del Commissione prevedeva un aumento complessivo in stanziamenti di pagamento rispetto al bilancio 2005 pari al 10% tenendo conto della forte accelerazione della spesa registrata nel corso degli ultimi due anni. Il Consiglio ha accettato la proposta della Commissione per gli impegni, mentre ha operato un taglio orizzontale di 150 milioni in pagamenti. La Commissione Bilanci (COBU) ha proposto un aumento dei pagamenti di circa 3,7 miliardi rispetto agli importi previsti dal Consiglio. È importante difendere questa posizione per garantire alle regioni italiane che beneficiano dei fondi strutturali un livello sufficiente di risorse per far fronte agli impegni assunti.
 
 MISURE INNOVATIVE: la Commissione europea ha deciso di assegnare uno stanziamento supplementare al programma PEACE (programma a favore della pace e della riconciliazione nell'Irlanda del Nord) di 12 milioni, operando un taglio corrispondente sulle Misure Innovative. Anche le regioni italiane potrebbero subire un danno da tale decurtazione. A tal fine segnalo un emendamento che è stato approvato e che mira ad aumentare la dotazione di PEACE, oltre il margine della categoria 2 (quindi senza operare tagli alle misure innovative), con la richiesta che un accordo sia raggiunto sulla base delle previsioni dell'Accordo Interistituzionale.
 
 PREPARARSI ALLA NUOVA GENERAZIONE DI FONDI STRUTTURALI: è stato approvato un emendamento che consente l'utilizzazione dei fondi per l'assistenza tecnica dei Fondi Strutturali al fine di finanziare azioni dei partner, inclusa la società civile, per contribuire alla preparazione del prossimo periodo di programmazione.
 
RETI DI PMI NELLE REGIONI OBIETTIVO 1: un emendamento approvato permetterà di fornire assistenza finanziaria per la creazione di un'organizzazione, nelle regioni "obiettivo 1", destinata a migliorare la capacità di messa in rete di PMI. Attualmente, infatti, le PMI non dispongono delle infrastrutture necessarie per promuovere facilmente lo scambio di conoscenze, di esperienze e di prassi eccellenti.
 
 PIÙ FONDI PER RILANCIARE LISBONA: Per le politiche interne, la COBU respinge la politica del Consiglio di riduzioni indiscriminate, che contrastano con gli obiettivi e le ambizioni di una strategia di Lisbona rinnovata. Massima importanza è stata attribuita alle Piccole e Medie Imprese, alla Ricerca ed all'Ambiente, ma soprattutto alle Politiche in favore dei Giovani. È stato votato un aumento di ben 190 milioni di euro, rispetto alla proposta del Consiglio. In particolare, risorse supplementari, per 35 milioni di euro, sono state assegnate al programma Socrates, 15 milioni a Leonardo e 10 al Programma Gioventù. L'obiettivo è quello di cercare di colmare l' enorme gap tra i buoni propositi, le dichiarazioni di principio e le risorse assegnate a queste azioni che riscuotono, tra l'altro, un grande successo di partecipazione e rappresentano strumenti utili  per facilitare il confronto delle diversità in Europa, per promuovere l'apprendimento delle lingue straniere, migliorare la comprensione culturale ed accrescere la mobilità nel mercato del lavoro.
 
ERASMUS PER LE SCUOLE SUPERIORI: si tratta di un progetto pilota che permetterà anche agli studenti delle nostre scuole medie superiori, tra i 16 e i 18 anni, di frequentare un periodo di studio all'estero. Nonostante il grande successo di partecipazione dei programmi ricompresi in Socrates, il tasso di adesione annuale rimane ancora basso (circa 1%). L'Agenzia Nazionale Socrates è fortemente interessata all'attuazione di questo progetto pilota che permetterebbe l'incremento del numero di studenti coinvolti nella mobilità studentesca individuale. Obiettivo è il  raggiungimento della soglia del 10%, così come auspicato da Parlamento e Consiglio.
 
ERAMUS PER I GIOVANI IMPRENDITORI: si tratta di un progetto pilota che favorirà lo scambio di esperienze e best practices (sulla linea del programma Erasmus) sui fondamentali temi della competitività, dell'innovazione, dell'internazionalizzazione e dello sviluppo del capitale umano, in particolare tra i nostri giovani imprenditori che andranno a costituire "il network" produttivo europeo di domani, nell'ottica di migliorarne il bagaglio di competenze, conoscenze e relazioni.
 
ENEA: si tratta di un'azione preparatoria sull'invecchiamento attivo e la mobilità degli anziani che mira a promuovere il coinvolgimento della popolazione anziana nel processo di integrazione europea. È un'azione preparatoria che riceve ampio sostegno da parte dell'associazione "50&Più Fenacom" e che servirà a finanziare progetti per contribuire gradualmente ad accelerare un processo nel quale il "passato" crei le fondamenta per un futuro migliore basato sullo scambio, la mobilità e l'apertura in un'Europa per tutte le età.
 
 DESTINAZIONI EUROPEE D'ECCELLENZA: approvato l'emendamento della Delegazione italiana (Vincenzi/Pittella) che introduce per la prima volta una specifica linea di bilancio dedicata al turismo. Si tratta di 1 milione di euro per il sostegno ad un progetto pilota denominato "Destinazioni europee d'eccellenza" che funzionerà secondo lo schema già collaudato delle "città europee della cultura". In assenza di una base giuridica che  consente il finanziamento da parte dell'Unione per le attività turistiche come previsto dal trattato costituzionale attualmente bloccato, la formula del progetto-pilota diventa uno strumento intelligente per dare avvio ad un'azione comunitaria di sostegno del settore.  L'Italia sappia cogliere l'occasione e integrare con fondi propri l'eventuale candidatura di un territorio turistico italiano da mettere in rete con altre 4 destinazioni dell'Europa a 25 (ogni anno 5 destinazioni in altrettanti Stati membri saranno designate quale destinazione europea d'eccellenza in base ad un sistema di rotazione).
 
ISTITUTO UNIVERSITARIO EUROPEO DI FIRENZE: Tra gli organismi attivi nel settore dell'istruzione, che promuovono gli ideali ed i valori europei, mi preme segnalare che l'Istituto universitario europeo di Firenze beneficerà di 1 milione in più di Euro rispetto allo scorso anno.
 
AGENZIA EUROPEA PER LA SICUREZZA ALIMENTARE (PARMA): 9 milioni in più sono stati approvati per consentire all'agenzia europea per la sicurezza alimentare di Parma di portare avanti la sua attività a pieno ritmo.
 
NORD E SUD MEDITERRANEO ANCORA PIÙ VICINI: sulle linee relative al Mediterraneo e al Medio Oriente sono stati votati cospicui aumenti rispetto alle cifre proposte dal Consiglio nel suo Progetto di Bilancio. Nell'ambito della linea che prevede misure di accompagnamento delle riforme sociali ed economiche, che ha avuto un importo di circa 50 milioni in più rispetto alla proposta della Consiglio, è stato approvato un emendamento che prevede che una parte di tali somme possano essere utilizzate per sostenere la cooperazione tra le Regioni della sponda Nord e Sud del Mediterraneo. Da ciò può nascere un programma di interventi che sarà sottoposto al vertice di Barcellona nel prossimo novembre. L'iniziativa può risultare vantaggiosa per tutte le Regioni del Mezzogiorno impegnate nella cooperazione euromediterranea. Sta a loro valorizzare ed utilizzare questo risultato.
 
ROMANIA, BULGARIA, CROAZIA E TURCHIA: la COBU ha proposto il ripristino di tutti i tagli operati dal Consiglio agli stanziamenti a favore delle preadesione. Interessati la Romania, Bulgaria, Croazia e Turchia. Importante segnalare l'approvazione di un emendamento che chiede una chiara pre-assegnazione dei fondi tra paesi in preadesione dell'Europa Centrale ed orientale (Romania, Bulgaria, Croazia) per ragioni di trasparenza.
 
GRANDI EVENTI: da segnalare due principali eventi che interesseranno il 2006. L'anno europeo della mobilità dei lavoratori e il 50° anniversario della firma del Trattato di Roma. La Commissione europea ha deciso di anticipare al 2006 l'anno europeo della mobilità dei lavoratori. Si tratta di azioni, gestite dalla stessa Commissione, dirette principalmente all'organizzazione di conferenze, seminari, iniziative di formazione europee, inchieste e studi nei paesi membri. L'anniversario della firma del Trattato di Roma cadrà nel 2007. I fondi stanziati per il prossimo anno serviranno a preparare in maniera adeguata questo importante evento che da lustro al nostro Paese, uno dei principali artefici della costruzione europea.
 
PROSSIME TAPPE DELLA PROCEDURA DI BILANCIO
 
La prima lettura della COBU é stata sottoposta alla ratifica della plenaria del 27 ottobre scorso a Strasburgo, e poi alla seconda lettura del Consiglio. Solo allora si aprirà il tradizionale e difficile braccio di ferro con il Consiglio che sfocerà nella definitiva approvazione del bilancio nella plenaria di dicembre (14 dicembre).
 



 
Opzioni


Stampa  Stampa

Invia ad un Amico  Invia ad un Amico


Copyright © Italia Estera 2001- 2014. Tutti i diritti riservati