CITTA’ DEL VATICANO - (Italia Estera) - Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi riprende al Quirinale con Papa Benedetto XVI quel colloquio che definisce ''intenso e schietto'' gia' avviato in occasione della sua visita ufficiale in Vaticano del 3 maggio scorso, primo Capo dello Stato a salutare il neo eletto Pontefice.
Ciampi non rinuncia ad affrontare direttamente il tema del rapporto fra Stato e Chiesa, pur non entrando nel merito dettagliato delle singole questioni aperte. Definisce il legame tra Italia e Santa Sede ''modello esemplare di armoniosa convivenza e di collaborazione'' ma al tempo
stesso afferma ''con orgoglio la laicita' dello Repubblica italiana''.
Il Capo dello Stato cita alla lettera
la Costituzione italiana che all'articolo 7 recita: ''Lo Stato e
la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani''. Rapporti regolati gia' dai Patti Lateranensi e che ''il rinnovato Concordato del 1984 ha chiarito e rafforzato ulteriolmente'', basando le relazioni ''sul pieno rispetto di questi principi''.
Ciampi riconosce che Italia e Chiesa cattolica ''condividono valori fondamentali'' e non manca di citarli esplicitamente:
''Il rispetto della dignita' e dei diritti di ogni essere umano, la famiglia, la solidarieta', la pace''.
E Benedetto XVI, nel suo discorso, auspica che ''il popolo italiano non solo non rinneghi l'eredita' cristiana che fa parte della sua storia, ma la custodisca gelosamente e la porti a produrre ancora frutti degni del passato''. ''Ho fiducia che l'Italia, sotto la guida saggia ed esemplare di coloro che sono chiamati a governarla continui a svolgere nel mondo la missione civilizzatrice nella quale si e' tanto distinta nel corso dei secoli''. Poco prima il Papa aveva spiegato che ''la Chiesa desidera mantenere e promuovere un cordiale spirito di collaborazione e di intesa a servizio della crescita spirituale e morale del Paese, a cui e' legata da vincoli particolarissimi, che sarebbe gravemente dannoso, non solo per essa, ma anche per l'Italia, tentare di indebolire e spezzare''. Quindi un riferimento a quella
cultura italiana che e' ''una cultura intimamente permeata di valori cristiani, come appare dagli splendidi capolavori che la nazione ha prodotto in tutti i campi del pensiero e dell'arte''.
Alle dichiarazioni ufficiali del capo dello Stato e del Papa nel salone delle Feste, è seguito il tradizionale scambio di doni. Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha regalato a Benedetto XVI una medaglia d'oro celebrativa della visita ufficiale di Sua Santita' al Colle e un volume dal titolo 'Il Palazzo del Quirinale', il primo della collana dedicata ai 'Grandi Palazzi della Storia', diretta da Louis Godart. Il Santo Padre ha donato al capo dello Stato un prezioso mosaico.
Subito dopo il sommo Pontefice ha voluto salutare con una stretta di mano tutte le cariche istituzionali presenti. Tra le autorita' i presidenti emeriti della Repubblica Francesco Cossiga e Oscar Luigi Scalfaro, il senatore Giulio Andreotti,
i presidenti di Senato e Camera Marcello Pera e Pierferdinando Casini, il presidente della Corte costituzionale Piero Alberto Capotosti. Poi e' stata la volta del premier Silvio Berlusconi, del vicepremier Gianfranco Fini e dei numerosi ministri che hanno assistito alla cerimonia. Dopo la cerimonia il Santo Padre, salutato da un caloroso applauso nel Salone delle Feste è ridisceso nel cortile d'onore del Quirinale affiancato dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ed ha ascoltato l'esecuzione degli inni nazionali, mentre la bandiera pontificia veniva ammainata sul torrino. Benedetto XVI ha
quindi salutato il presidente della Repubblica ed è salito sull'auto papale scoperta per lasciare il Colle e far rientro in Vaticano scortato dai corazzieri a cavallo in alta uniforme. E' terminata, cosi', la visita ufficiale del Pontefice presso la sede della presidenza della Repubblica italiana.
Terminata la visita ufficiale di Benedetto XVI al Quirinale, il premier Silvio Berlusconi scambia alcune battute con i giornalisti nel cortile d'onore, esprimendo soddisfazione per i discorsi ufficiali tenuti dal Papa e dal capo dello Stato Carlo Azeglio Ciampi nel Salone delle Feste. ''E' stata una
cerimonia perfetta. Ho sentito due discorsi nobili ed elevati. Quindi, continua la collaborazione tra la nostra Repubblica e il Vaticano. Credo che dobbiamo essere tutti soddisfatti di questo e di come si è avviata anche la collaborazione con il nuovo Pontefice''.
Berlusconi commenta anche l'appello alla laicità dello Stato fatto dal presidente della Repubblica e dal Santo Padre: ''Mi sembra che questo sia un concetto molto preciso a cui ci si attiene. C'è la consapevolezza di questo principio della laicità dello Stato da entrambe le parti'', assicura il premier. E poi a chi gli fa notare che il Papa tra le righe del suo
discorso ha chiesto aiuti finanziari per le scuole cattoliche Berlusconi replica: ''Su questo abbiamo lavorato a lato con il segretario di Stato vaticano Sodano e con gli altri rappresentanti della delegazione pontificia. E tutte le questioni che erano in corso precedentemente al nostro governo sono state risolte. Restano ancora poche questioni da concludere, ma sulle quali non ci sono contrasti. Quindi, diciamo che la collaborazione è la migliore possibile''.
Per il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, le parole di Benedetto XVI sono ''uno stimolo e un indirizzo concreto per quanti sono impegnati nella vita pubblica''.
Commenti positivi al discorso del Papa sono arrivati anche dal ministro dei Beni culturali Rocco Buttiglione: ''Benedetto XVI ha indicato le aree nelle quali ci sono in gioco valori essenziali per la persona umana''. Questi ambiti ''sono sostanzialmente quelli della difesa della vita fin dal suo concepimento e fino al momento della morte naturale, e qui si vedono in filigrana i grandi problemi dell'aborto, della manipolazione della vita e dell'eutanasia, della famiglia, fondata sul matrimonio di un uomo ed una donna che dà il diritto al bambino di nascere e crescere dentro l'amore coniugale di un padre e di una madre, e infine dell'educazione, che è quasi il prolungamento del tema della famiglia, perché l'educazione deve servire a rafforzare nel bambino quell'esperienza di vita a cui la famiglia lo introduce''.
Sul tema del valore della vita, il leader dell'Unione Romano Prodi spiega a Radio Vaticana la sua posizione: ''Dal punto di vista del nostro schieramento politico, ci sono state varie posizioni. Io ritengo che il valore della vita sia fondamentale, proprio come punto di vista profondo. Questo è certamente un punto da cui non prescindere. Va esercitato in tutti i momenti e in tutte le fasi della vita perché ci troviamo ormai di fronte a dilemmi nuovi riguardo ai problemi della vita e della morte e dobbiamo tenere proprio come stella polare la difesa della vita''. Prodi assicura inoltre che ''l'Europa non perderà mai le sue radici cristiane''. Per quanto riguarda il riconoscimento della scuola privata, l'ex presidente del consiglio sottolinea: ''Io, durante il governo, ho lavorato per mettere risorse a disposizione anche nella direzione della scuola privata. Il problema, quindi, del principio non solo è condiviso, ma anche voluto da tutti''.