
ROMA – L’INPS non si attiene alle norme imposte dalla Finanziaria per il miglioramento dei trattamenti assistenziali (maggiorazione sociale della pensione, assegno sociale e pensione sociale), destinati a quei pensionati, che percepiscono i più bassi livelli di reddito.L’Istituto previdenziale, infatti, non sta corrispondendo l’aumento stabilito. Su istanza delle organizzazioni sindacali dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil, infatti, la legge finanziaria prevede che dal 1° gennaio 2001 la maggiorazione sociale della pensione sia incrementata da lire 80.000 a lire 180.000 per i pensionati con età pari o superiore a 75 anni, da 80.000 a 160.000 per quelli con età inferiore ai 75 anni e da 30.000 a 50.000 per i pensionati tra i 60 e i 65.0000; inoltre, per i titolari di assegno e di pensione sociale sono previsti aumenti di 40.000 lire mensili per chi ha già compiuto 75 anni e di lire 25.000 per gli altri che vanno ad aggiungersi a quelli introdotti nelle due leggi finanziarie precedenti. Si tratta di prestazioni assistenziali a sostegno di anziani, che percepiscono i più bassi livelli di reddito. Le persone che, in tali situazioni, vogliano presentare la domanda per la prima volta, dovranno inoltrarla entro il giugno 2001. Le organizzazioni sindacali dei pensionati Spi-Cgil, Fnp-Cisl e Uilp-Uil, nel rispetto dei diritti, hanno chiesto che l’Inps corrisponda già dalla prossima mensilità gli incrementi stabiliti dalla legge.