Fondato nel 2000 Direttore Responsabile Giuseppe Maria Pisani                  
HomeArgomentiArchivioNewsletter gratuitaChi siamoI nostri serviziContattiSegnala il sito
 
Cerca nel sito
»www.ItaliaEstera.tv
»Paolo Gentiloni é il Ministro degli Esteri italiano
»Emigrazione: Note storiche per non dimenticare - Quanti sono gli italiani all'estero?
»Direzione Generale per gli Italiani all'Estero
»Rappresentanze Diplomatiche - in aggiornamento
»AIRE Anagrafe degli Italiani all'Estero
»Servizi Consolari per gli italiani all'estero
»Autocertificazione
»Patronati italiani all'estero
»Cittadinanza Italiana all'Estero
»Il voto degli italiani all’estero
»COMITES
»CGIE Consiglio Generale degli Italiani all'Estero
»Assessorati Regionali con Delega all'Emigrazione e all'Immigrazione
»IL PASSAPORTO ELETTRONICO
»Viaggi Usa, comunicare i dati in anticipo - Registrazione anche da turisti italiani
»STAMPA ITALIANA ALL'ESTERO: quanta, dove, quanti fondi, chi li prende
»LA CONVENZIONE ITALIA-STATI UNITI PER EVITARE LE DOPPIE IMPOSIZIONI FISCALI
»La convenzione Italia-Canada per evitare le doppie imposizioni fiscali
»Ascolta la radio di New York: ICN
RomaneapoliS
www.romaneapolis.tv


Il voto degli Italiani all'Estero

Elezioni Politiche 2008

Elezioni Politiche 2006


Infocity
Messaggero di sant'Antonio
Italiani d'Argentina
  
03 apr 2008ELEZIONI: Aborto e valore della vita / di Mario Sista

di Mario Sista
 
ROMA, 3 APR, (Italia Estera) - Il dono più grande che l’uomo ha è la vita. Tutte le attività che egli svolge le svolge grazie a questo massimo comun denominatore senza il quale semplicemente non esisterebbe. Se lavora, se studia, se si impegna in ogni cosa che fa, lo fa grazie alla vita che pulsa nelle sue vene e per far sì che essa, a sua volta, sia più vivibile ed umana. La vita, quindi, è alla base di tutto. Chi crede, poi, cosa chiede se non che la vita  diventi eterna? San Paolo diceva, interpretando benissimo il desiderio che ogni uomo porta in sé, che nessuno vorrebbe essere spogliato della vita, bensì rivestito di essa, “perché ciò che è mortale venga assorbito dalla vita”.
 
Ognuno avverte dentro il prorompente desiderio della vita, percependo altresì la morte come un dramma, una violenza ingiusta che colpisce l’uomo. Non è naturale morire, naturale è vivere. Tutti: credenti, laici, atei, agnostici, riconoscono, quindi, che la vita è il primo dei valori dell’uomo, nonché l’elemento meraviglioso che rende unico questo piccolo pianeta che si chiama Terra. Se è vero, come è vero, che promuovere e difendere la vita è un valore universale, allora ogni Stato ha come primo, doveroso compito, quello di promuovere leggi che la difendano e la tutelino. Cosa invece si è fatto in tantissime Nazioni? Si è legalizzato ciò che è da sempre contro la vita: l’aborto. Questo Taigeto, la rocca di Sparta dalla quale venivano scagliati i  neonati condannati a morte dalla legge perché ritenuti imperfetti, oggi uccide più di cinquanta milioni di innocenti l’anno nel mondo. La cosa deve far riflettere e non poco.
 
In Italia la  legge che regola l’aborto è la  194 . Nel suo incipit tale legge  afferma che “lo Stato garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana dal suo inizio”.  Probabilmente la legge 194 è saggia e lungimirante - così è stata definita da alcuni  -  quando afferma che i consultori familiari, previsti dalla stessa, debbono “esaminare con la donna e con il padre del concepito… le possibili soluzioni dei problemi proposti, di aiutarla a rimuovere le cause che la porterebbero alla interruzione della gravidanza, di metterla in grado di far valere i suoi diritti di lavoratrice e di madre, di promuovere ogni opportuno intervento atto a sostenere la donna, offrendole tutti gli aiuti necessari sia durante la gravidanza sia dopo il parto”. 
L’inizio della legge e l’ulteriore passaggio citato parlano di vita, non certo di morte. Eppure questa legge prevede la  sospensione della gravidanza. Non entro poi in merito ai modi in cui essa viene applicata sul territorio nazionale.
Giuliano Ferrara, non ufficialmente credente, nell’offrire la sua lista che ha fatto dell’aborto il proprio cavallo di battaglia, vuole riproporre agli italiani il valore fondamentale e fondante della vita. Questa vita che, unica ed irripetibile, oggi diviene  sempre più oggetto di scempio e di distruzione. Se anche ci dovessero essere casi in cui l’aborto venisse visto come l’unica soluzione ragionevole, tuttavia non si può non tener conto del profondissimo trauma che esso provoca nelle donne che vi ricorrono. Per farsene un’idea basta parlare con qualcuna di esse che ne abbia fatto esperienza per toccare con mano le devastazioni psicologiche e l’infelicità che la donna deve portarsi dentro per tutta la vita.  Non è per niente raro trovare persone contrarissime all’aborto proprio tra coloro che hanno abortito.  Gli effetti catastrofici dell’aborto si spiegano perché esso violenta ciò che la donna ha di più sacro nella sua natura, la vocazione ad essere madre, e quindi ad essere felice. Rende felici il desiderio di avere un figlio da amare, gioia della casa, speranza del futuro, anima della Nazione, non certo il desiderio, seppur sofferto, di ucciderlo. Non è bene, quindi, come afferma Ferrara “odiarsi fino al punto di amputarsi dell'amore”.
 
Che lo Stato  debba riflettere maggiormente sul compito principale per il quale esiste è chiaro a tutti. Tutelare la vita, essere vicino a chi, per i più diversi motivi o costrizioni, abbia deciso di rinunciare a guardare al proprio futuro con gli occhi dei propri figli, sono compiti che debbono quindi, essere riproposti all’attenzione della polis italiana.
 
Mario Sista/Italia Estera



 
Opzioni


Stampa  Stampa

Invia ad un Amico  Invia ad un Amico


Copyright © Italia Estera 2001- 2014. Tutti i diritti riservati