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06 giu 2007Il Seminario alla Farnesina sulla Legge 153/71

Daneli: necessaria una riforma organica della Legge 153. Franco Narducci: adeguare la Legge  ai tempi nuovi che sono al culmine di un processo che ha modificato il concetto stesso di comunità italiane all’estero.
 
 
ROMA, 6 GIU (Italia Estera) - “Pur riconoscendo i risultati significativi che si sono ottenuti nel quadro normativo ancora in vigore, da tempo è stata avvertita, per quanto riguarda il tema della lingua e della cultura italiana all’estero, l’esigenza di adeguare gli strumenti legislativi per dare risposte concrete alle attuali esigenze delle collettività italiane nel mondo.” Lo ha affermato il Vice Ministro agli Affari esteri, Sen. Franco Danieli, introducendo i lavori della Tavola Rotonda, da lui promossa, sul tema della riforma della Legge 153/71.
All’incontro seminariale hanno partecipato numerosissimi interlocutori, Parlamentari eletti all’estero, componenti del Cgie, rappresentanti degli Enti gestori provenienti da tutto il mondo, Sindacati scolastici, membri della Dante Alighieri, del mondo universitario e della cultura. “L’obiettivo di questa Tavola Rotonda- ha affermato il Vice ministro- è quello di raccogliere contributi e analisi utili per un percorso di riforma organica sull’insegnamento e la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo che il governo vuole presentare, assegnando a questa riforma una priorità nell’agenda politica e auspicando una corale partecipazione delle forze sociali e istituzionali interessate e  un lavoro comune tra le parti politiche di maggioranza e opposizione”.
 
“Oggi siamo di fronte a cambiamenti rapidi e profondi nel sistema della globalizzazione – ha affermato Danieli-, cambiamenti profondi sono intervenuti anche nella struttura e nella cultura dell’emigrazione italiana, pertanto una legge come la 153, approvata nel 1971, quasi 40 anni fa, ha bisogno di una riforma in grado di attivare proposte culturali e azioni concrete capaci di rispondere alle sfide,alle opportunità e alle sensibilità culturali dell’epoca contemporanea.” 
 
L’ on. Franco Narducci (parlamentare eletto all’estero, il più votato in Europa) intervenendo alla tavola rotonda ha rilevato che, oggi, “ci troviamo di fronte ad un passaggio storico”.
Franco Narducci che ha già presentato una proposta di legge di riforma della legge 153 del 1971, insieme con i colleghi Fedi, Bafile, Bucchino, Farina e Mattarella, ha evidenziato che è arrivato il tempo di “situare gli interventi scolastici all’estero in un quadro legislativo accettabile e che garantisca la pari dignità professionale e di trattamento per tutti gli operatori che erogano la stessa prestazione”.
“E’ necessario – ha continuato l’on. Narducci - un intervento nella formazione linguistica e culturale in favore dei cittadini italiani e dei loro congiunti e discendenti residenti all'estero capace di recepire i cambiamenti sociali e culturali successivi alla data di nascita della legge 153”.
Nel mondo della globalizzazione anche il mercato della formazione linguistica ha assunto valore di risorsa strategica, utilizzata spesso a sostegno di altri aspetti delle sfide che si affrontano giorno per giorno. “Basti riflettere alle strategie messe in campo dalla Spagna, che ha acquisito tantissime biblioteche informatiche per sostenere la diffusione della propria lingua, per comprendere lo sforzo che anche il nostro Paese deve fare per guardare al futuro con ottimismo, potendo contare sulla straordinaria ricchezza della nostra presenza nel mondo”. Una realtà, quella delle nostre comunità, che per oltre un secolo ha garantito la trasmissione della lingua italiana, spesso in forma dialettale, preservando il legame tra emigrazione e Paese di origine.
“Bisogna costruire uno strumento - ha affermato Narducci - che persegua finalità di armonizzazione e di programmazione delle attività rivolte all’estero e che, nello stesso tempo, possa valorizzare anche in futuro il ruolo delle comunità italiane all’estero e delle reti associative”.
Darsi strategie innovative e concrete per il futuro significa anche rivedere l’intero assetto degli Enti Gestori soprattutto attraverso il Piano Paese che, certamente, deve fotografare situazioni, rilevare i flussi e il rapporto tra domanda e offerta, aggregando anche dati statistici per monitorare le attività, ma che deve essere anche lo strumento per migliorare la programmazione sia rispetto alle disponibilità finanziarie sia a quelle didattiche. “La qualità della formazione erogata all’estero deve essere valutata oggettivamente, secondo standard condivisi, rafforzando inoltre i progetti per la certificazione delle competenze linguistiche. Ma anche costruendo un coordinamento unico delle attività”.
Riformare la legge 153 significa affrontare la precarietà che da 14 anni ha diviso il mondo degli operatori scolastici in due categorie, quella dei docenti ministeriali e quella dei dipendenti degli Enti Gestori, che svolgono lo stesso lavoro didattico in condizioni di trattamento assolutamente non paritario. “Disparità, ha concluso Narducci, che si rilevano, spesso in modo mortificante, già nel funzionamento del Collegio Docenti”.(Italia Estera) -



 
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