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04 dic 2006Il commento al Campionato di calcio di Fabrizio Piccolo

Servizio di Fabrizio Piccolo
ROMA, 4 DIC. (Italia Estera) - E’ lotta a due. Non è ancora Natale e la sfida scudetto sembra aver già scremato le pretendenti al titolo. Se la giocheranno Roma e Inter, difficile pensare a sorprese. Con Totti che continua a segnare (ora non sbaglia più neanche i rigori) la squadra di Spalletti ha trovato il suo leader goleador e può temere solo una rosa oggettivamente meno numerosa dell’Inter. L’Atalanta era avversario difficile da affrontare e da battere, non a caso nel primo tempo ha fatto soffrire parecchio, ma esserci riuscito è segnale di continuità e maturità. Per capire fin dove può arrivare questa Roma bisognerà aspettare gennaio. Il mercato invernale dovrà essere valorizzato al massimo per ridurre il gap ‘quantitativo’ nei confronti dei rivali. Per un Montella che vuole andar via bisognerà rafforzare la squadra con innesti mirati, specie a centrocampo.
Intanto Mancini non si ferma più: il 2-0 dell’Inter con il Siena significa undicesima vittoria consecutiva, e soprattutto una serenità interiore che è alla base di questa perla di successi.
Chi non sa più vincere è il Palermo: a Parma un sol punticino, il primo dopo tre sconfitte consecutive tra campionato e coppe, dovrà difendere con i denti quella terza poltrona, anche se al momento non sembra che ci siano concorrenti pericolosi. Il Livorno infatti viene pesantemente ridimensionato dal Chievo di Obinna, ancora una doppietta per il nigeriano, e perde due a zero in casa. Per Del Neri è cominciata davvero una nuova era. L’Udinese dal canto suo stenta ad acciuffare un pareggio al Friuli con l’indomita Reggina e sembra involuta anche a causa dei dissidi ormai palesi
tra una parte dei giocatori e l’allenatore Galeone. Succede di tutto poi in Cagliari-Milan: gol di Gilardino (finalmente) in netto fuorigioco, rigore di Suazo, gol di Esposito, espulsione per Pirlo e pareggio di Borriello che sbaglia poi il colpo del ko. Forse ha proprio ragione Galliani, deve finire questo 2006 disgraziato per i rossoneri, bersagliati anche da infortuni a catena, da Dida fino a Kakà, ma nel grigiore generale dei risultati spicca la stellina Gourcouff, talento vero, da cui difficilmente può prescindere il Milan ora come ora. Da incorniciare poi il successo della Fiorentina
sulla Lazio (che non perdeva a Firenze da 11 anni): è tornato il miglior Toni ed il suo gol – decisivo  - vale oro. In crisi invece il Messina che rivitalizza una Sampdoria che sembrava in coma. Infine in Torino-Empoli clamorosa svista arbitrale con l’assistente Ivaldi che non vede un gol nettissimo di Marianini, con la palla che aveva abbondamente superato la linea di porta (non ci sarebbe stato neanche bisogno dei sensori dietro la porta sperimentati a Udine). Con un gol di Comotto nel finale i granata possono così festeggiare nel migliore dei modi il loro centenario (per loro vittoria n.800 nei campionati a girone unico).
Fabrizio Piccolo/Italia Estera



 
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